CARO VENEZIANI UNA NUOVA DESTRA PIU’ GRANDE E RIFORMISTA PUO’ NASCERE SOLO DAL PdL.

Scritto da Vittorio Pesato | 23 Gennaio 2012

 

"Il nemico non è oggi una sinistra senza scopo e senza programmi. Il vero nemico è   una burocrazia finanziaria e tecnocratica che trova pedine anche all’interno del PdL. Devono andarsene".

Marcello Veneziani propone sul “ Il giornale” di venerdì 20 gennaio un’ analisi sulla genesi della destra italiana. Sotto il profilo culturale e nel declinare il percorso della destra non si puo’ che condividere questa riflessione . Il sogno di Almirante si è avverato: la destra è confluita in un grande movimento politico popolare. Tuttavia va anche rilevato come la sua spinta riformista si sia appannata e disciolta all’interno di un PdL che ha sviluppato la propria azione parlamentare e di governo con una prassi politica tipica della Democrazia Cristiana.  (continua…)

NEL PDL ESISTONO DUE LINEE: un vertice di centrosinistra da una parte la base e gli elettori coi riformisti dall’altra.

 Scritto da Vittorio Pesato | 14 Gennaio 2012

  

 

Nel Popolo della libertà ci sono due linee a livello nazionale: uno di centrosinistra in linea con Monti, a favore delle tasse, per non tagliare la spesa pubblica, conservatore dello status quo e feticista dei bilanci. L'altro riformista, che preferisce il taglio alla spesa pubblica per reinvestire nel PIL e soprattutto per non opprimere gli italiani con tasse, statalismo assistenziale e debito pubblico. Io sto da questa parte e credo che sarà necessario fare chiarezza al più presto o con un congresso nazionale o con una assemblea.

 Senza un dibattito vero il rischio e che i primi governino il partito e dettino la linea con l'inganno nei confronti dei secondi che invece vogliono dare vigore ad una nuova fase. Sono convinto che il nostro dovere sia quello di dire ai primi, che quelle posizioni il PdL che ha una vocazione antropologicamente riformista, non è la loro casa. Gestori via ora bisogna costruire il nuovo.

Se continuiamo ad accettare supinamente una scelta politica verticistica, senza confrontare la realtà dei fatti e lo stato delle cose nel nostro partito, nel Popolo della Libertà presto la vertenza sarà immediata molto vigorosa con il rischio di mettere a repentaglio alleanze politiche soprattutto al Nord.

Taglio alla spesa pubblica fuori controllo, investimenti sul PIL privato ed imprese, abolizione dell'IMU su prima casa e aziende, riforma semipresidenziale dello stato, separazione tra banche d'affari e banche per lo sviluppo,  taglio dei processi burocratici per le imprese, contrasto di interesse, Minimum tax, eliminazione dei 77mila enti inutili, rivisitazione dei trattati europei, riformulazione dell'articolo 107 del trattato di MAASTRICH.

Da oggi il nostro compito e di ridare centralità e vigore ai riformisti ed innovatori del Popolo della Libertà.

 

Nel Popolo della libertà ci sono due linee a livello nazionale: uno di centrosinistra in linea con Monti, a favore delle tasse, per non tagliare la spesa pubblica, conservatore dello status quo e feticista dei bilanci. L'altro riformista, che preferisce il taglio alla spesa pubblica per reinvestire nel PIL e soprattutto per non opprimere gli italiani con tasse, statalismo assistenziale e debito pubblico. Io sto da questa parte e credo che sarà necessario fare chiarezza al più presto o con un congresso nazionale o con una assemblea.

 Senza un dibattito vero il rischio e che i primi governino il partito e dettino la linea con l'inganno nei confronti dei secondi che invece vogliono dare vigore ad una nuova fase. Sono convinto che il nostro dovere sia quello di dire ai primi, che quelle posizioni il PdL che ha una vocazione antropologicamente riformista, non è la loro casa. Gestori via ora bisogna costruire il nuovo.

Se continuiamo ad accettare supinamente una scelta politica verticistica, senza confrontare la realtà dei fatti e lo stato delle cose nel nostro partito, nel Popolo della Libertà presto la vertenza sarà immediata molto vigorosa con il rischio di mettere a repentaglio alleanze politiche soprattutto al Nord.

Taglio alla spesa pubblica fuori controllo, investimenti sul PIL privato ed imprese, abolizione dell'IMU su prima casa e aziende, riforma semipresidenziale dello stato, separazione tra banche d'affari e banche per lo sviluppo,  taglio dei processi burocratici per le imprese, contrasto di interesse, Minimum tax, eliminazione dei 77mila enti inutili, rivisitazione dei trattati europei, riformulazione dell'articolo 107 del trattato di MAASTRICH.

Da oggi il nostro compito e di ridare centralità e vigore ai riformisti ed innovatori del Popolo della Libertà.

Nel Popolo della libertà ci sono due linee a livello nazionale: uno di centrosinistra in linea con Monti, a favore delle tasse, per non tagliare la spesa pubblica, conservatore dello status quo e feticista dei bilanci. L'altro riformista, che preferisce il taglio alla spesa pubblica per reinvestire nel PIL e soprattutto per non opprimere gli italiani con tasse, statalismo assistenziale e debito pubblico. Io sto da questa parte e credo che sarà necessario fare chiarezza al più presto o con un congresso nazionale o con una assemblea.

 Senza un dibattito vero il rischio e che i primi governino il partito e dettino la linea con l'inganno nei confronti dei secondi che invece vogliono dare vigore ad una nuova fase. Sono convinto che il nostro dovere sia quello di dire ai primi, che quelle posizioni il PdL che ha una vocazione antropologicamente riformista, non è la loro casa. Gestori via ora bisogna costruire il nuovo.

Se continuiamo ad accettare supinamente una scelta politica verticistica, senza confrontare la realtà dei fatti e lo stato delle cose nel nostro partito, nel Popolo della Libertà presto la vertenza sarà immediata molto vigorosa con il rischio di mettere a repentaglio alleanze politiche soprattutto al Nord.

Taglio alla spesa pubblica fuori controllo, investimenti sul PIL privato ed imprese, abolizione dell'IMU su prima casa e aziende, riforma semipresidenziale dello stato, separazione tra banche d'affari e banche per lo sviluppo,  taglio dei processi burocratici per le imprese, contrasto di interesse, Minimum tax, eliminazione dei 77mila enti inutili, rivisitazione dei trattati europei, riformulazione dell'articolo 107 del trattato di MAASTRICH.

Da oggi il nostro compito e di ridare centralità e vigore ai riformisti ed innovatori del Popolo della Libertà.

 

Nel Popolo della libertà ci sono due linee a livello nazionale: uno di centrosinistra in linea con Monti, a favore delle tasse, per non tagliare la spesa pubblica, conservatore dello status quo e feticista dei bilanci. L'altro riformista, che preferisce il taglio alla spesa pubblica per reinvestire nel PIL e soprattutto per non opprimere gli italiani con tasse, statalismo assistenziale e debito pubblico. Io sto da questa parte e credo che sarà necessario fare chiarezza al più presto o con un congresso nazionale o con una assemblea.

 Senza un dibattito vero il rischio e che i primi governino il partito e dettino la linea con l'inganno nei confronti dei secondi che invece vogliono dare vigore ad una nuova fase. Sono convinto che il nostro dovere sia quello di dire ai primi, che quelle posizioni il PdL che ha una vocazione antropologicamente riformista, non è la loro casa. Gestori via ora bisogna costruire il nuovo.

Se continuiamo ad accettare supinamente una scelta politica verticistica, senza confrontare la realtà dei fatti e lo stato delle cose nel nostro partito, nel Popolo della Libertà presto la vertenza sarà immediata molto vigorosa con il rischio di mettere a repentaglio alleanze politiche soprattutto al Nord.

Taglio alla spesa pubblica fuori controllo, investimenti sul PIL privato ed imprese, abolizione dell'IMU su prima casa e aziende, riforma semipresidenziale dello stato, separazione tra banche d'affari e banche per lo sviluppo,  taglio dei processi burocratici per le imprese, contrasto di interesse, Minimum tax, eliminazione dei 77mila enti inutili, rivisitazione dei trattati europei, riformulazione dell'articolo 107 del trattato di MAASTRICH.

Da oggi il nostro compito e di ridare centralità e vigore ai riformisti ed innovatori del Popolo della Libertà.

 

Nel Popolo della libertà ci sono due linee a livello nazionale: uno di centrosinistra in linea con Monti, a favore delle tasse, per non tagliare la spesa pubblica, conservatore dello status quo e feticista dei bilanci. L'altro riformista, che preferisce il taglio alla spesa pubblica per reinvestire nel PIL e soprattutto per non opprimere gli italiani con tasse, statalismo assistenziale e debito pubblico. Io sto da questa parte e credo che sarà necessario fare chiarezza al più presto o con un congresso nazionale o con una assemblea.

 Senza un dibattito vero il rischio e che i primi governino il partito e dettino la linea con l'inganno nei confronti dei secondi che invece vogliono dare vigore ad una nuova fase. Sono convinto che il nostro dovere sia quello di dire ai primi, che quelle posizioni il PdL che ha una vocazione antropologicamente riformista, non è la loro casa. Gestori via ora bisogna costruire il nuovo. (continua…)

PESATO (PdL): “500 milioni per le imprese grazie all’accordo fra BEI, Finlombarda e altre banche convenzionate”.

“Il 2012 comincia all’insegna del sostegno alle piccole e medie imprese, “Creditoadesso” è un’importante iniziativa promossa da Regione Lombardia a sostegno delle micro, piccole e medie imprese dei settori manifatturiero, dei servizi alle imprese, del commercio all’ingrosso e delle costruzioni che operano da almeno due anni in Lombardia, attraverso la concessione di finanziamenti, in compartecipazione col sistema bancario convenzionato. Attua un accordo quadro tra Regione Lombardia e la Banca Europea degli investimenti; nello specifico: di questi 500 milioni  euro 200 saranno destinati dalla Bei a Finlombarda per il finanziamento delle Pmi lombarde, mentre circa 300 milioni di euro saranno apportati dalle banche convenzionate. (continua…)

Pesato (PdL): “REGIONE LOMBARDIA NON ACCETTI AD OCCHI CHIUSI LE SCELTE DI MONTI”.

Presentata interpellanza sull’IMU

“L’IMU è una patrimoniale che incide pesantemente su casa, famiglia e lavoro”

“Premesso che l’attuale fase politico-economica del Paese, per quanto difficile e complessa, non può permettere che al Governo tecnico tutto possa essere concesso in nome dello spread e dei mercati finanziari, occorre fare una seria riflessione su alcuni provvedimenti contenuti nella manovra cosiddetta “salva-Italia”.  Con questa manovra, infatti, abbiamo visto il ritorno della tassa sulla casa, sotto forma di IMU, a partire dal 1° gennaio 2012. Nel corso del mio mandato non ho potuto fare a meno di osservare con soddisfazione di come  la Regione abbia investito e investa tutt’ora nelle politiche sulla casa, confermando la sua vocazione nella difesa e nel sostegno di un bene che è anzitutto sinonimo di famiglia, sacrificio, lavoro e futuro, baluardo dell’economia italiana e famigliare. La casa, insomma, rappresenta per i cittadini il luogo in cui scorre la propria vita, non si può comprendere la cultura italiana se non si comprende il valore della casa ma anche dell’impresa e del lavoro. Ritengo che la nuova imposta, soprattutto per quel che riguarda la prima casa, sia il frutto di una distorta concezione ideologica secondo la quale chi è possessore di una casa è di fatto una persona ricca. Lo stesso discorso vale anche per le imprese, che già in un momento di difficoltà, non vengono risparmiate da questa misura andando ad incidere negativamente sui bilanci aziendali. Per questi motivi, ho ritenuto opportuno sensibilizzare la Regione nel farsi promotrice, ai diversi livelli istituzionali, coinvolgendo dunque  Governo e ANCI al fine di ripensare alle aliquote IMU, riducendole possibilmente al minimo, per non gravare ulteriormente sulle famiglie, sulle imprese e sul lavoro”.

Pesato : “La Regione si opponga all’ingiustizia della tassa sulla casa”

 

 

 

 

 

Regione Lombardia si faccia promotrice con il Governo e con l'ANCI di una strategia alternativa alla reintroduzione della "patrimoniale IMU " sulla casa.

Ho presentato un'Interpellanza per sensibilizzare il  Consiglio Regionale su questo tema. (continua…)

SABATO 26 NOVEMBRE 2011 – NASCE LA LOBBY DEGLI ITALIANI

Cliccare per vedere video

http://www.posizione.org/index.php/component/content/article/476-sabato-26-novembre-2011-nasce-la-lobby-degli-italiani-

SI GIUNGERA', CON QUESTA EUROPA, SINO ALLA ABERRAZIONE DELLA ELIMINAZIONE DELL'ARMA DEI CARABINIERI?

Scritto da L'OPINIONE DI SANDRONE | 08 Gennaio 2012

L'Europa pare una bestia profana, e pare nemica del Paese. Sembra annientare la cultura di ogni Nazione riducendola in brandelli. Oltraggia la bellezza delle differenze culturali, appiattisce il tutto ad un unico valore comune: quello del soldo. Ilpiattume della finanza e dell'economia ha preso il sopravvento su chi ci comandava, e ora ci comanda. Il primo Paese ad essere uniformato agli standard sarà il nostro, sfregiato dalla sventatezza del nascituro decreto eurocratico – "I Paesi che non aboliranno la loro Polizia militare andranno incontro a gravi sanzioni europee" – questo il succo.  Vi è il serio rischio che l'Arma dei Carabinieri possa e addirittura essere … abolita! A dimostrazione del rischio effettivo segnaliamo che sul punto è stata presentata un interrogazione parlamentare dagli onorevoli Manlio Contento e Isidoro Gottardi, deputati del Pdl, per sapere se , a seguito della ratifica del Trattato di Velsen per l'istituzione della forza di Gendarmeria Europea, non sia obbligatorio eliminare la Benemerita atteso che non dovranno più esistere Polizie militari nei Paesi europei. Si è scelto di colpire ciò che pareva inattaccabile, si è scelto di abolire l'Arma dei Carabinieri. Stavolta non è una bufala, ma un rischio reale e gravissimo. (continua…)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COS’HA FATTO PER LA PATRIA?

SCRITTO DA GIANNI CERUTTI | 13 DICEMBRE 2011 
 Ho un enorme vuoto di memoria. Chiedo aiuto. Poche sere fa, la stessa in cui il boss Zagaria fu arrestato, comparve in tv, su La7, ma anche su qualche altro canale, il mitico Saviano. Però a quel punto, nella mia mente ormai malata, mi sorsero alcune domande, proprio sulla figura dello stesso autore di Gomorra. Si perchè mi sono chiesto quale fosse il suo ruolo. Ha contribuito alla cattura di Zagaria? Non credo proprio, non penso sia uno sbirro. Fa parte dei Servizi segreti, non credo proprio. E' un esperto di mafie? Non credo proprio. E' un eroe italiano? Non credo proprio. Rappresenta qualcosa per l'Italiano medio? Non credo proprio. Ha il diritto di ringraziare le forze dell'ordine per la cattura? Si, ma come tutti gli altri e senza demagogia. Deve gioire per questa fine di latitanza? Si, ma come tutti gli altri e senza pensare di sostituirsi alle forze dell'ordine.
Insomma, tutti questi dubbi mi sono venuti perchè non capisco come ci si possa atteggiare da eroe o protagonista, quando proprio non lo si è, in questa vicenda. In fondo cosa ha fatto? Direi un solo libro, ma tutto finisce li. Tra l'altro un libro creato più per traguardi personali che per spirito patriottico. E' un pò come Benigni, in quanto anche a lui è stato riconosciuto un solo film, o sbaglio?